Alla fine dell’Ottocento prosegue lo sviluppo dei piccoli villaggi sorti negli insediamenti agricoli nelle grandi tenute, ma si sta preparando qualcosa di nuovo, grazie alla nuova rete dei trasporti. Tor Pignattara, per esempio, è un piccolissimo villaggio rurale, ma alla fine dell’Ottocento nell’attuale piazza della Marranella vi è una stazione di posta ed è una fermata nello spostamento verso Roma lungo la Casilina. Questa possibilità si rafforza nel primo quarto del Novecento, quando, nel 1910, la stazione della ferrovia Roma-Fiuggi-Genazzano è approvata e realizzata durante la guerra e inoltre è allargata la stessa via consolare. La popolazione inizia perciò a crescere, cosicché nel 1921 tocca i 20.000 abitanti.
Agli inizi del 1927 il Regio decreto di legge, nr. 1, del 2 gennaio, riordina le circoscrizioni provinciali e crea nel Lazio le province di Frosinone, Rieti e Viterbo, mentre mantiene nell’ambito della provincia di Roma tutto il litorale meridionale, comprese Formia e Gaeta. Dal 1870 invece la sola provincia romana aveva coperto tutto il Lazio attuale, divisa nei circondari di Roma, Viterbo, Frosinone, Velletri e Civitavecchia. Nell’ambito della riorganizzazione TorPignattara entra a far parte della cerchia comunale e continua a crescere toccando i 30.000 abitanti nel 1930. Molti sono immigrati e provengono da centri poco distanti, come Capranica e Zagarolo, o più in genere dal Lazio meridionale, grazie alla ferrovia che è stata prolungata sino a Frosinone. Tuttavia, una parte arriva dalle regioni appenninico-adriatiche: Puglia, Romagna, Umbria e Marche.
La zona ormai non garantisce soltanto il passaggio verso la metropoli, ma anche lavoro nelle fabbriche della Società farmaceutica Cesare Serono a Ponte Casilino, della Snia Viscosa sulla Prenestina e della Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche sulla Casilina. Inoltre, lo stesso ampliamento urbano, provocato dall’incremento demografico, promuove nuovi cantieri edilizi e altri impieghi sono garantiti dai depositi dei tram della Prenestina (Porta Maggiore) e della nettezza urbana sulla Casilina (Ponte Casilino).
Come sottolineato da numerosi studi, in particolare quelli benemeriti di Stefania Ficacci, i luoghi lavorativi sono distanti alcuni chilometri da Tor Pignattara e alcuni prevederanno successivamente propri insediamenti, si pensi al Villaggio Breda costruito a partire dal 1938 sulla Casilina dall’Istituto Fascista Autonomo Case Popolari. Per il momento, però, l’unico vero centro disponibile è Tor Pignattara, che offre abitazioni per gli operai e strutture di servizio artigianali e commerciali.
Prosegue dunque la crescita e la capacità di attirare l’immigrazione interna: un meccanismo che si ripete più in grande negli anni Cinquanta e Sessanta, quando cresce enormemente l’immigrazione dal Sud.
Fenomeni analoghi investono i poli di insediamento cresciuti attorno ai vicini Borghetto degli Angeli e Villa Certosa, nonché ai nuovi nuclei di Centocelle, originato dalla costruzione dell’aeroporto nel 1923, e Borghetto Alessandrino, avviato nel 1939 dal già citato Istituto Fascista Autonomo Case Popolari.
Centocelle in particolare è sostanzialmente terminata a quest’ultima data ed è abitata soprattutto da immigrati che trovano impiego come edili, operai nelle fabbriche circostanti, piccoli commercianti e tranvieri. Da notare che nell’area sopravvivono le attività agricole e dunque alcuni lavorano come contadini, in proprio o per altri; altri si arrangiano, per esempio quelli espulsi dal centro di Roma per gli sventramenti e i rifacimenti dell’epoca fascista.
Tutti questi centri beneficiano come Tor Pignattara della grande migrazione interna degli anni del boom, quando divengono un vero magnete per i flussi da Campania, Calabria e Sicilia. In questo periodo, come è già accaduto prima della guerra, gli insediamenti ufficiali sono contornati da costruzioni illegali o comunque frutto dell’iniziativa “selvaggia” di chi le edifica per abitarle.
Tra i due grandi flussi interni degli anni Trenta e del periodo 1950-1970 la zona subisce l’impatto di profughi e rifugiati ricordati nella scheda precedente. In particolare, la Pontificia Commissione (poi Opera) di Assistenza trasforma una parte del neonato villaggio Breda in rifugio per gli sfollati dall’Italia centrale, mentre nella caserma tra le vie Casilina e Torre Spaccata lo Stato porta poi gli sfollati dall’Istria e dalla Dalmazia.
Meccanismi analoghi si riproducono negli anni Ottanta quando nella zona arrivano famiglie provenienti da Bosnia, Montenegro e Kosovo.
Alcune famiglie nomadi, provenienti da quelle stesse regioni balcaniche, si insediano negli anni Novanta al Casilino 700, sgomberato nel 2000, e al Casilino 900, sgomberato nel 2010. Questi due centri per nomadi sono comunque in massima parte popolati da italiani e non da immigrati.
In ogni caso tutta l’area prosegue a funzionare come via di accesso a Roma e la presenza italiana viene sostituita da quella straniera. E negli anni Novanta si registra l’arrivo crescente di bangladesi, indiani e cinesi, trasformando Tor Pignattara e il non lontano Pigneto in quartieri multietnici e multiculturali
BIBLIOGRAFIA
Broccolini, Alessandra; Padiglione, Vincenzo (a cura di) (2017). Ripensare i margini: l’Ecomuseo Casilino per la periferia di Roma. Roma: Aracne.
Ficacci, Stefania (2014). Prima dell’abusivismo. Il fenomeno dell’autopromozione edilizia nella costruzione della periferia romana durante il regime fascista. Dimensioni e problemi della ricerca storica, 2: 140-155.
Ficacci, Stefania (2016). Tor Pignattara nella “lunga durata” contemporanea. Le identità multiple di un quartiere popolare romano. Dimensioni e problemi della ricerca storica, 2: 139- 157.
Ficacci, Stefania (2017). Le fonti orali come metodologia di ricerca per la ricostruzione di un patrimonio culturale comunitario. Il case-study dell’Ecomuseo Casilino a Tor Pignattara. Proposte e ricerche, 78: 87-100.
Ficacci, Stefania (2022). Roma oltre le Mura. Il comprensorio Casilino da campagna ad area metropolitana. Roma: Carocci.
Strappa, Giuseppe (2012). Studi sulla periferia est di Roma. Milano: FrancoAngeli.

